incesto
Nina – Figa, pompino, culo e cazzo protagonis
Angel1965
09.12.2025 |
1.598 |
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"Il suo corpo reagì con un brivido piccolo ma profondo, come una promessa non detta..."
La stanzaLa stanza era calda, carica di desiderio e respiri affannati.
Nina era lì, pronta, corpo teso, occhi lucidi, fiato corto. La sua voglia si leggeva tutta: figa bagnata, culo che si muoveva istintivo, labbra rosse e bocca che già mi cercava.
Quando mi avvicinai, prese lei il comando.
La bocca si avvicinò al mio cazzo, lenta, provocante, mentre il suo corpo si apriva, come se non vedesse l’ora.
«Prendi tutto… cazzo… voglio sentirti dentro…» sussurrò, tremando.
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Primo round – Boca, corpo, ritmo
La sua bocca scivolava su di me con fame lenta e continua.
Il suo corpo seguiva il ritmo: fianchi che si muovevano, respiro rotto, figa che si stringeva ogni volta che la toccavo.
Io la presi, prima piano, poi con più spinta.
Il suo gemito mi attraversò.
Ogni movimento era un’onda: bocca che succhiava, corpo che mi accoglieva, culo che si arcuava sotto le mie mani.
Poi il primo tremito: il suo squirt arrivò improvviso, caldo, liberatorio.
Lei gemeva, senza riuscire a fermarsi, chiedendo ancora.
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Secondo round – Piacere che si moltiplica
Il suo corpo era un incendio.
La figa batteva, il culo si stringeva, il respiro le saltava in gola.
Ogni colpo la faceva tremare, ogni spinta le scatenava un altro orgasmo.
Un altro squirt.
Poi un altro ancora.
Nina era fuori controllo, completamente persa, incatenata al piacere.
Il mio cazzo pulsava forte, ogni suo movimento era benzina.
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Climax – Esplosione totale
Quando arrivò il momento, fu un lampo.
La mia sborrata esplose mentre lei urlava, il corpo contratto in un ultimo, lungo orgasmo.
La tenni stretta, sentendo i suoi muscoli vibrare, il fiato spezzato, la pelle in fiamme.
Era una fusione totale: io dentro lei, lei attorno a me, senza freni.
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Finale lento – Resto di noi
Crollammo insieme, sudati, ancora mezzi tremanti.
Nina si sdraiò accanto a me, il corpo ancora scosso da piccoli brividi.
La accarezzai piano: schiena, fianchi, cosce ancora sensibili, figa e culo che pulsavano del piacere appena vissuto.
Restammo così, intrappolati in quel calore, senza parole.
Una notte carnale, sfrenata, che lasciava il segno su entrambi.
Epilogo – Il silenzio che brucia
La notte ormai era scivolata oltre le finestre, ma il suo profumo era ancora nell’aria: sudore, desiderio, pelle calda.
Nina respirava piano, distesa sul fianco, il corpo ancora segnato dalle scosse che l’avevano attraversata.
Quando aprì gli occhi, mi guardò come se stesse ancora vivendo tutto.
Un sorriso lento, stanco e maledettamente sensuale le comparve sulle labbra.
«Non pensare che sia finita,» mormorò, la voce roca.
«Io ti voglio ancora… e la prossima volta non mi fermo.»
Le accarezzai la schiena, giù fino ai fianchi ancora sensibili.
Il suo corpo reagì con un brivido piccolo ma profondo, come una promessa non detta.
Lei si avvicinò, mi baciò al collo, lenta, lasciando il segno dei denti.
«Hai aperto una porta da cui non si torna indietro.»
Restammo così, pelle contro pelle, cuori che rallentavano insieme dopo l’uragano.
Non servivano parole: c’era quell’energia lì, viva, sporca, vera, pronta a esplodere di nuovo alla prima occasione.
Fu un epilogo che non chiudeva niente.
Era solo l’inizio di qualcosa di ancora più intenso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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